Morire di pena. A Roma la prima iniziativa pubblica. Comunicato stampa

Il 7 febbraio a Roma la prima iniziativa organizzata dalla piattaforma per l’eliminazione di ergastolo e 41bis. A partire dalle 18:00, al centro culturale Monk, interventi di personalità del mondo del diritto, della politica, della cultura e dello spettacolo.

Si svolgerà il 7 febbraio a Roma la prima iniziativa pubblica organizzata dalla piattaforma MORIRE DI PENA. PER L’ABOLIZIONE DI ERGASTOLO E 41BIS, dopo la diffusione di un documento on-line che ha raccolto più di cinquecento adesioni individuali e quasi trecento sottoscrizioni tra gruppi, associazioni e collettivi, . A promuovere l’incontro una rete di realtà impegnate nel mondo della cultura e nella tutela dei diritti, sindacati di base, avvocati, attivisti e addetti ai lavori dell’universo penitenziario.

All’iniziativa (a partire dalle 18:00 al centro culturale Monk via Mirri, 35) interverranno l’avvocato Caterina Calia, i professori Luigi Ferrajoli e Franco Ippolito, l’ex senatore e presidente di A Buon diritto Luigi Manconi, la scrittrice Elena Stancanelli, il regista e attore Ascanio Celestini e l’attrice Caterina Corbi, che leggeranno alcuni brani sul tema.

Sono stati invitati tutti i firmatari del documento di lancio della piattaforma, tra cui Goffredo Fofi, Antonio Capuano, Daria Bignardi, Vinicio Capossela, Pietro Marcello, Elio Germano, Cochi Ponzoni, Valentina Bellè, Pino Mauro, i 99 Posse, gli Assalti Frontali, i Punkreas, ZeroCalcare, Jorit, Alberto Prunetti, Maurizio Braucci, Elena Stancanelli, Chef Rubio e Nicola Vicidomini.

L’obiettivo dichiarato di Morire di pena è quello di una sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto al necessario superamento degli istituti penitenziari dell’ergastolo e del 41bis, dopo che il caso dell’anarchico Alfredo Cospito – tuttora in sciopero della fame proprio in lotta contro questi regimi carcerari – ha sollevato indignazione e ha mobilitato personalità e realtà collettive in tutto il paese.

“Fin dalla sua nascita – denuncia il coordinamento del comitato – il 41bis si è mostrato come uno strumento di ricatto per spingere i detenuti alla collaborazione con la magistratura, fondato su pratiche di vera e propria tortura. Le condizioni inumane di detenzione previste da questo istituto si concretizzano in isolamento in celle di pochi metri quadri, limitazioni all’ora d’aria, sorveglianza continua, limitazione o eliminazione dei colloqui con i familiari, controllo della posta, limitazione di oggetti in cella persino come penne, quaderni e libri. Un progressivo annientamento che provoca danni incalcolabili nel corpo e nella psiche dei detenuti. […] L’ergastolo, assimilabile in tutto e per tutto alla pena di morte, è invece l’istituto con il quale lo Stato prende possesso del corpo di un individuo, arrogandosi la prerogativa di decidere discrezionalmente se, come e quando restituirgliela attraverso la ‘libertà condizionale’ per ‘buona condotta’, senza che questi possa mai venire a conoscenza dei tempi e dei modi del suo eventuale rientro nel consesso sociale. Al netto della inumanità di una punizione a vita, che cancella nell’individuo le idee stesse di ‘speranza’ e di possibile reinserimento nella comunità, l’ergastolo è incompatibile con la Costituzione e con l’idea di ‘rieducazione’ del condannato”.

https://abolizioneergastoloe41bis.wordpress.com/
Per la versione integrale del documento clicca qui.
Per informazioni sulla piattaforma: info@abolizioneergastoloe41bis.it
Per sottoscrivere il documento: sottoscrizione@abolizioneergastoloe41bis.it
Ufficio stampa: +393470048845


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